Favignana: l’isola del tonno

  1. Favignana l’isola del tonno:

Parte da qui il progetto della Regione Sicilia per il rilancio delle tonnare

Favignana (Trapani) regina della pesca, isola dai mille volti, destinazione turistica per eccellenza in Sicilia. Il nuovo progetto del Dipartimento della Pesca Mediterranea della Regione Siciliana è volto proprio alla valorizzazione di tutte le sue caratteristiche e le sue specialità, tra cui le tonnare, oggi veri e propri musei viventi testimoni di pratiche e riti millenari, che il Parlamento Europeo vorrebbe inserire nelle liste del Patrimonio Culturale UNESCO.

Il progetto della Regione Siciliana è quello di rilanciare le 65 tonnare presenti in Sicilia puntando su un’offerta turistica che integri il mare e la pesca con al centro il tonno rosso, da oltre mille anni risorsa che ha condizionato l’economia e la storia di tutto il Mediterraneo

Se si vuol fare una vacanza  in Sicilia , certo vale la pena di visitare l’ex Stabilimento Florio ovvero la Tonnara di Favignana, per  vivere un viaggio nel florido passato della tonnara  e conoscere quello che rappresentò per lo sviluppo economico dell’isola.

Lo stabilimento era il luogo dove venivano custodite le attrezzature, le ancore e le barche della mattanza. La Tonnara di Favignana, ufficialmente denominata Ex Stabilimento Florio delle tonnare di Favignana e Formica, è una antica tonnara, con annesso stabilimento per la conservazione del pescato, situata a Favignana, una delle tre magnifiche isole dell’arcipelago delle Egadi.

Con i suoi 32 mila metri quadri, di cui 3/4 coperti, è una delle più grandi tonnare del Mediterraneo. La famiglia Florio nel 1841 prese in affitto la tonnara per la mattanza dalla famiglia Pallavicini di Genova. Acquistate le isole di Favignana e Formica e acquisiti i diritti di pesca nel 1874, ad opera di Ignazio Florio che chiamò l’architetto Giuseppe Damiani Almeyda e ampliò e ristrutturò la tonnara, costruendo lo stabilimento per la conservazione del tonno. Con la costruzione dello stabilimento, il rinnovato impulso dato alla pesca e alla commercializzazione del tonno rosso, sui principali mercati nazionali e stranieri, fu ampiamente ripagato dal successo, sia in termini di immagine che di profitto. I lavori, avviati dai tecnici della Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali di Trapani, si sono conclusi nel 2010, facendone uno splendido esempio di archeologia industriale. Al suo interno uno spazio è destinato a museo, con sale multimediali, e nel resto vengono effettuati diversi eventi etno-culturali.

restauro tonnara di favignana

Si deve agli Arabi l’organizzazione e l’infallibile funzionalità della tonnara, così come araba è la terminologia delle parole,i canti scanditi nei momenti culminanti della cattura.
Schematicamente l’isola, così come viene chiamato l’insieme delle reti della tonnara, è costituita da due grandi barriere, che si sviluppano parallele, le mura sono interrotte ortogonalmente da altre reti mobili dette “Porte” che delimitano le camere della tonnara, l’ultima di queste porte mette in comunicazione il “Corpu”, l’unica camera ad avere le reti anche sul fondo, che viene sollevata per portare in superficie i tonni.
Il “Rais”, il capo assoluto della tonnara a bordo della barca “Muciara” piccola imbarcazione in legno, al centro del quadrato creato dalle barche “Vascelli”, con gesti delle braccia dirige i tonnaroti e dà il via alla mattanza. “E’ una breve scena di spruzzi, voci, arpioni, pinne, canti di cialome e sull’istinto di riproduzione del Tonno prevale l’istinto di sopravvivenza dell’uomo”.

Il tonno Tammaro viene pescato al largo delle coste siciliane tra maggio e giugno da pescherecci del Trapanese e lavorato dall’Antica Tonnara secondo tecniche artigianali ( tagliato a tranci) messo in cesti d’acciaio fatto cuocere in acqua e sale per preservarne le qualità pulito ed inscatolato a mano aggiungendo solo ingredienti naturali

 

Dario Cartabellotta, Dirigente del Dipartimento Pesca Mediterranea della Regione Siciliana, durante il Conveglo per il rilancio delle tonnare, sostiene con grande certezza che ci troviamo davanti un passaggio epocale perché queste nuove politiche privilegiano i borghi marinari antichi dove il paesaggio, le architetture e il sapere della tradizione costituiscono un unicuum alla base di un nuovo sviluppo economico per questi luoghi. Quindi, è più che mai importante, ridefinire le quote di pesca da assegnare alle tonnare fisse e per la pesca di prossimità per dare coerenza e prospettiva a questo asset strategico che ha come obiettivo il rilancio delle coste dell’isola”.

 

 

Autore dell'articolo: Redazione

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