Conversazioni saracene a Sambuca di Sicilia

Sambuca di Sicilia teatro  delle “Conversazioni saracene”

Un evento per ” aprire nuovi dialoghi, intrecciare nuove voci, parlare di libri, di cultura e di come la cultura può aiutarci a capire il nostro presente”.(Origgi)

Sambuca di Sicilia è  il Borgo dei borghi 2016. Il paese agrigentino, che conta meno di seimila abitanti, si è aggiudicato il titolo nel corso della trasmissione di Rai3 “Alle falde del Kilimangiaro” (RAI 3)

sambuca di Sicilia

Sambuca di Sicilia,in provincia di Agrigento fu fondata dagli Arabi intorno all’830,  e la chiamarono Zabuth (per ricordare l’omonimo emiro arabo Al-Zabut che aveva fatto erigere in quel luogo un castello) .  Sambuca conserva ancora le tracce di questa sua matrice islamica nel “quartiere arabo”, costruito da un impianto urbano che si sviluppò attorno a sette “vicoli saraceni” (li setti vaneddi), trasformati in un museo vivente di storia arabo-sicula e nella fortezza di Mazzallakkar sulle sponde del lago Arancio che viene sommersa ogni qualvolta s’innalza il livello del Lago.

Fin dal 1800 i suoi borghi furono popolati da gruppi di intellettuali  tra cui Emanuele Navarro della Miraglia, oggi è stato teatro delle “Conversazioni saracene”.Questo l’ obiettivo di  Gloria Origgi, scrittrice milanese che vive a Parigi, docente di filosofia all’ Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales,  che ha lanciato l’idea di rianimare i vicoli con la manifestazione Conversazioni Saracene, una serie di incontri che si sono svolti a Sambuca dal 26 luglio al 20 agosto.

“Approfittando del passaggio di amici, conoscenti, di intellettuali di varie parti del mondo che vengono a godere delle bellezze di Sambuca – spiega Origgi che tra i vicoli ha preso casa – le Conversazioni Saracene vogliono aprire nuovi dialoghi, intrecciare nuove voci, parlare di libri, di cultura e di come la cultura può aiutarci a capire il nostro presente”.

Tutti gli incontri si sono svolti all’imbrunire, a partire dalle ore 19:00. L’esordio è avvenuto mercoledì 26 luglio a Palazzo Panitteri con Stephen Holmes, newyorkese innamorato da sempre dell’Italia, i suoi libri sono tradotti in tutto il mondo, anche in Italia (si veda per esempio il libro con Cass Sunstein: Il costo dei diritti). Autore di saggi sulla democrazia, critico feroce dell’intervento americano in Irak, lo scrittore ha parlato del futuro della democrazia ai tempi di Trump.

Il secondo appuntamento Venerdì 28 luglio al Cortile Riggio con Alberto Saibene, editore, giornalista, scrittore, regista, animatore instancabile della vita culturale milanese, ha parlato di un’Italia che non esiste più in cui gli imprenditori sapevano fare cultura presentando il suo libro “L’Italia di Adriano Olivetti” (Edizioni Comunità 2017). Giovedì 10 agosto  Andrea Goldstein, economista all’Ocse di Parigi, ora Direttore di Nomisma, esperto di globalizzazione, di mercati emergenti, ha presentato il suo ultimo libro dal titolo “Capitalismo rosso: gli investimenti cinesi in Italia” (Bocconi 2016).

Il ciclo di incontro si è concluso domenica 20 agosto a Palazzo Panitteri con Diego Gambetta, sociologo a Oxford e ora all’Istituto Universitario Europeo di Firenze. Autore del famoso libro La Mafia Siciliana: un’industria della protezione privata, Einaudi 1994, e di molti altri studi sui gruppi criminali, Gambetta ha parlato del suo ultimo libro che spiega chi sono i terroristi della Jihad (Ingegneri della Jihad, Milano, Bocconi, 2017).

( fonte ANSA)

 

 

 

Autore dell'articolo: Redazione

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